È il momento giusto?
Alcuni segnali indicano che è arrivato il momento di guardarsi intorno:
- da tempo non impari più nulla e non ci sono prospettive di crescita;
- la retribuzione è sotto la media del mercato per il tuo ruolo;
- l'ambiente di lavoro è diventato pesante e la situazione non migliora nonostante tu ne abbia parlato;
- l'azienda è in difficoltà e il tuo posto è a rischio;
- vuoi cambiare settore o città.
Prima di decidere, verifica se il problema si può risolvere dove sei: un confronto con il responsabile su ruolo, orario o retribuzione a volte basta.
Confronta la tua situazione con il mercato
Controlla quanto offrono le aziende per il tuo ruolo nelle schede professione e nella tua zona nelle pagine delle città. Poi usa il calcolatore dello stipendio netto per trasformare le RAL degli annunci in netto mensile e fare confronti corretti.
Cerca mentre sei ancora occupato
Cercare lavoro avendone già uno ti mette in una posizione più forte in trattativa. Qualche accortezza:
- Discrezione: non usare computer, email e telefono aziendali per la ricerca.
- Colloqui: fissali in pausa pranzo, a inizio o fine giornata, oppure online. Usa ferie o permessi quando serve.
- LinkedIn: puoi segnalare ai selezionatori che sei disponibile senza renderlo visibile a tutti.
- Aggiorna CV e profilo con i risultati degli ultimi anni: la guida su come scrivere un curriculum ti aiuta.
Valuta l'offerta nel suo insieme
Non guardare solo la RAL. Confronta:
| Elemento | Domande da farsi |
|---|---|
| Retribuzione | Quante mensilità? Ci sono premi, straordinari pagati, superminimo? |
| Contratto | Tempo indeterminato o determinato? Quale CCNL e quale livello? C'è un periodo di prova? |
| Benefit | Buoni pasto, welfare aziendale, assicurazione sanitaria, auto, smart working |
| Orario e sede | Tempo di spostamento, turni, flessibilità |
| Prospettive | Formazione, possibilità di crescita, solidità dell'azienda |
Il welfare aziendale può valere diverse centinaia di euro l'anno esenti da tasse: tienine conto nel confronto.
Negoziare
- Parti da dati di mercato, non da esigenze personali.
- Indica una fascia e lascia spazio alla trattativa.
- Se la RAL è ferma, negozia altro: livello di inquadramento, smart working, formazione, data di inizio.
- Chiedi sempre la proposta scritta (lettera di assunzione o proposta contrattuale) prima di dimetterti.
Dimissioni e preavviso
Solo dopo aver firmato la proposta del nuovo datore di lavoro:
- Presenta le dimissioni online tramite la procedura telematica del Ministero del Lavoro (da solo con SPID/CIE o tramite patronato, sindacato o consulente).
- Rispetta il preavviso previsto dal tuo CCNL, che dipende da livello e anzianità. Se non lo rispetti, il datore di lavoro può trattenere un'indennità pari alla retribuzione dei giorni mancanti. Il preavviso non è dovuto se sei ancora in periodo di prova.
- Concorda la data di uscita: a volte è possibile accorciare il preavviso d'accordo con l'azienda.
Tutti i dettagli sono nella guida alle dimissioni volontarie.
Cosa ti spetta quando esci
Con l'ultima busta paga ricevi le competenze di fine rapporto: ratei di tredicesima (ed eventuale quattordicesima), ferie e permessi maturati e non goduti e il TFR (se non lo hai destinato a un fondo pensione). Puoi stimarlo con il calcolatore del TFR.
Ricorda che chi si dimette volontariamente non ha diritto alla NASpI, salvo in caso di dimissioni per giusta causa: per questo è importante avere un nuovo contratto firmato prima di lasciare il vecchio.