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Cambiare lavoro: come farlo nel modo giusto

Cambiare lavoro può migliorare stipendio, prospettive e qualità della vita. Ecco come farlo con metodo, senza bruciare ponti e senza perdere soldi.

Aggiornato il · 3 min di lettura · Redazione LavoroAnnunci.it

È il momento giusto?

Alcuni segnali indicano che è arrivato il momento di guardarsi intorno:

  • da tempo non impari più nulla e non ci sono prospettive di crescita;
  • la retribuzione è sotto la media del mercato per il tuo ruolo;
  • l'ambiente di lavoro è diventato pesante e la situazione non migliora nonostante tu ne abbia parlato;
  • l'azienda è in difficoltà e il tuo posto è a rischio;
  • vuoi cambiare settore o città.

Prima di decidere, verifica se il problema si può risolvere dove sei: un confronto con il responsabile su ruolo, orario o retribuzione a volte basta.

Confronta la tua situazione con il mercato

Controlla quanto offrono le aziende per il tuo ruolo nelle schede professione e nella tua zona nelle pagine delle città. Poi usa il calcolatore dello stipendio netto per trasformare le RAL degli annunci in netto mensile e fare confronti corretti.

Cerca mentre sei ancora occupato

Cercare lavoro avendone già uno ti mette in una posizione più forte in trattativa. Qualche accortezza:

  • Discrezione: non usare computer, email e telefono aziendali per la ricerca.
  • Colloqui: fissali in pausa pranzo, a inizio o fine giornata, oppure online. Usa ferie o permessi quando serve.
  • LinkedIn: puoi segnalare ai selezionatori che sei disponibile senza renderlo visibile a tutti.
  • Aggiorna CV e profilo con i risultati degli ultimi anni: la guida su come scrivere un curriculum ti aiuta.

Valuta l'offerta nel suo insieme

Non guardare solo la RAL. Confronta:

Elemento Domande da farsi
Retribuzione Quante mensilità? Ci sono premi, straordinari pagati, superminimo?
Contratto Tempo indeterminato o determinato? Quale CCNL e quale livello? C'è un periodo di prova?
Benefit Buoni pasto, welfare aziendale, assicurazione sanitaria, auto, smart working
Orario e sede Tempo di spostamento, turni, flessibilità
Prospettive Formazione, possibilità di crescita, solidità dell'azienda

Il welfare aziendale può valere diverse centinaia di euro l'anno esenti da tasse: tienine conto nel confronto.

Negoziare

  • Parti da dati di mercato, non da esigenze personali.
  • Indica una fascia e lascia spazio alla trattativa.
  • Se la RAL è ferma, negozia altro: livello di inquadramento, smart working, formazione, data di inizio.
  • Chiedi sempre la proposta scritta (lettera di assunzione o proposta contrattuale) prima di dimetterti.

Dimissioni e preavviso

Solo dopo aver firmato la proposta del nuovo datore di lavoro:

  1. Presenta le dimissioni online tramite la procedura telematica del Ministero del Lavoro (da solo con SPID/CIE o tramite patronato, sindacato o consulente).
  2. Rispetta il preavviso previsto dal tuo CCNL, che dipende da livello e anzianità. Se non lo rispetti, il datore di lavoro può trattenere un'indennità pari alla retribuzione dei giorni mancanti. Il preavviso non è dovuto se sei ancora in periodo di prova.
  3. Concorda la data di uscita: a volte è possibile accorciare il preavviso d'accordo con l'azienda.

Tutti i dettagli sono nella guida alle dimissioni volontarie.

Cosa ti spetta quando esci

Con l'ultima busta paga ricevi le competenze di fine rapporto: ratei di tredicesima (ed eventuale quattordicesima), ferie e permessi maturati e non goduti e il TFR (se non lo hai destinato a un fondo pensione). Puoi stimarlo con il calcolatore del TFR.

Ricorda che chi si dimette volontariamente non ha diritto alla NASpI, salvo in caso di dimissioni per giusta causa: per questo è importante avere un nuovo contratto firmato prima di lasciare il vecchio.

Domande frequenti

Non sei tenuto a farlo. In genere è meglio comunicarlo solo quando hai un'offerta firmata e presenti le dimissioni.

Puoi, ma il datore di lavoro può trattenere dalle competenze finali un'indennità pari alla retribuzione del periodo di preavviso non lavorato. Spesso è possibile concordare un'uscita anticipata.

No, la NASpI non spetta in caso di dimissioni volontarie, salvo le dimissioni per giusta causa e alcuni casi particolari come quelle durante il periodo tutelato di maternità.

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