I risultati del primo anno di attività
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso il decreto Coesione (D.L. n. 60/2024), ha lanciato il Piano Integrato Autoimpiego (PIA) per sostenere la nascita di nuove imprese e attività professionali promosse da under 35. A dodici mesi dall'avvio, i dati forniti da Invitalia delineano un quadro positivo: sono stati approvati oltre 3.200 progetti.
L'impatto economico è rilevante. Gli investimenti attivati ammontano a 260 milioni di euro, a fronte di agevolazioni concesse per 215 milioni. L'iniziativa ha coinvolto complessivamente circa 3.500 giovani in tutta Italia. Lo sportello per la presentazione delle domande rimane aperto, permettendo ai candidati di inviare le richieste tramite la sezione dedicata sul sito istituzionale.
Chi partecipa e quali settori vengono scelti
La misura si rivolge specificamente ai giovani sotto i 35 anni che intendono avviare attività imprenditoriali, di lavoro autonomo o libero-professionali. Dall'analisi delle domande presentate, emerge una forte partecipazione femminile: il 39% delle richieste riguarda iniziative a guida donna, con una concentrazione particolarmente elevata nelle regioni del Mezzogiorno.
Per comprendere meglio le dinamiche di chi vuole mettersi in proprio, può essere utile consultare la nostra guida su come trovare il primo lavoro o esplorare le diverse opportunità professionali.
I settori preferiti dai beneficiari sono:
- Turismo (28%)
- Servizi alla persona (24%)
- Servizi alle imprese (15%)
- ICT (8%)
- Manifatturiero (7%)
Il restante 18% si divide tra agroalimentare, commercio e costruzioni. La maggior parte dei progetti (82%) riguarda attività d'impresa vera e propria, mentre il 18% è orientato al lavoro autonomo e alle professioni. Molti piani puntano su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità ambientale, spesso reinterpretando tradizioni locali o valorizzando competenze acquisite all'estero.
Distribuzione geografica e supporto territoriale
Le richieste provengono da tutte le regioni italiane, ma le aree della Zona Economica Speciale registrano la percentuale più alta di domande sul totale, pari al 66%. Di conseguenza, circa l'80% delle agevolazioni concesse è destinato al Sud Italia.
Invitalia, in partnership con l'Ente Nazionale Microcredito e Sviluppo Lavoro Italia, non si limita all'erogazione dei fondi. L'ente gestisce l'intero ciclo, dalla valutazione all'accompagnamento tramite tutoring. Nel primo anno sono stati organizzati 185 incontri di animazione territoriale e 54 sessioni focalizzate su startup ad alto contenuto innovativo nell'ambito del "Sistema Invitalia Startup".
Formazione e punteggi premiali
Parallelamente agli incentivi, è attiva una formazione specifica gestita dall'Ente Nazionale Microcredito (ENM) e finanziata dal PNRR nell'ambito del Programma GOL. In poco più di cinque mesi, 1.428 allievi su 9.860 iscritti hanno completato con successo il corso di 100 ore per l'ottimizzazione del business plan sulla piattaforma SIISL.
Chi ottiene l'attestato di premialità riceve fino a 10 punti aggiuntivi nella valutazione delle domande per le linee "Resto al Sud 2.0" o "Autoimpiego Centro-Nord". Attualmente risultano ancora attivi 1.307 corsi, seguiti da 5.304 docenti accreditati. Per chi desidera approfondire le competenze necessarie, la risorsa sulla formazione continua offre spunti utili per il proprio percorso professionale.
Lo stato delle domande e le risorse disponibili
Dall'avvio della misura sono state presentate 5.946 domande, per un totale di circa 363 milioni di euro di agevolazioni richieste. Questa cifra corrisponde al 63% della dotazione finanziaria disponibile. I numeri confermano l'interesse verso strumenti che favoriscano l'autonomia economica e la creazione di occupazione stabile nei territori.
Domande frequenti
Fonte ufficiale
Invitalia, comunicato stampa sui risultati del Piano Integrato Autoimpiego: Piano Integrato Autoimpiego, oltre 3.200 progetti finanziati in un anno
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