Bonus e incentivi

Crisi industriali: tutele reddito e incentivi assunzioni

Il decreto-legge 185/2026 introduce misure di sostegno al reddito e sgravi contributivi per le aziende che assumono da contesti di crisi. Ecco le regole per lavoratori e datori di lavoro.

Pubblicato il · 2 min di lettura · Redazione LavoroAnnunci.it

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Tutele reddito per indotto e ADI

Dal 17 ottobre 2026 è in vigore il decreto-legge 185/2026. La norma prevede un’integrazione al reddito con contribuzione figurativa per i dipendenti dell’indotto fermo o in riduzione, per le imprese in amministrazione straordinaria colpite dalla crisi della committente e per i lavoratori di ADI Servizi Marittimi.

L’INPS eroga il trattamento dal 1° ottobre 2026 al 30 giugno 2027. L’importo è pari alla cassa integrazione. La procedura è semplificata e non richiede il versamento del contributo addizionale da parte delle aziende.

Misure per Acciaierie d’Italia

Per i dipendenti di Acciaierie d’Italia in cassa integrazione straordinaria nel biennio 2026-2027 sono stati stanziati 45 milioni di euro. Le risorse servono a integrare il trattamento economico e a finanziare lavori di pubblica utilità con gli enti territoriali.

I beneficiari sono iscritti d’ufficio al SIISL e devono sottoscrivere i patti di attivazione digitale e di servizio. Il sostegno decade in caso di rifiuto ingiustificato di corsi di formazione o offerte di lavoro congrue.

Un’offerta è considerata congrua se la retribuzione non è inferiore del 20%. Inoltre, la sede di lavoro deve distare meno di 50 chilometri o essere raggiungibile entro 80 minuti con i mezzi pubblici.

Incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato

I datori di lavoro privati che assumono a tempo indeterminato dipendenti di Acciaierie d’Italia o di Ilva in amministrazione straordinaria possono accedere a specifici incentivi. Le assunzioni devono avvenire tra il 1° novembre 2026 e il 31 dicembre 2027.

  • Esonero totale dai contributi previdenziali a carico del datore per 24 mesi, fino a 8.000 euro annui.
  • Contributo una tantum di 20.000 euro per ogni lavoratore.

L’agevolazione non influisce negativamente sulla pensione del lavoratore. Per mantenere i benefici, l’azienda deve garantire il rapporto di lavoro per almeno 48 mesi e applicare una retribuzione non inferiore al salario giusto definito dal decreto-legge 62/2026. È inoltre necessario non aver effettuato licenziamenti economici nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva. In caso di violazione, l’INPS revoca il contributo e recupera le somme.

Operatività INPS

L’erogazione delle prestazioni e degli incentivi è subordinata all’emanazione di circolari specifiche, attualmente in fase di definizione. Si raccomanda di monitorare il sito dell’Istituto per gli aggiornamenti operativi.

Per orientarsi nel mercato del lavoro, può essere utile consultare le guide sui tipi di contratto di lavoro e sulle opportunità di formazione continua.

Domande frequenti

L'esonero totale dai contributi a carico del datore dura 24 mesi, con un limite massimo di 8.000 euro all'anno.

Il lavoratore decade dal beneficio se rifiuta senza giustificato motivo un corso di formazione o un'offerta di lavoro congrua, rispettando i limiti di distanza e tempo di percorrenza.

L'impresa deve mantenere il dipendente per almeno 48 mesi, garantire il salario giusto previsto dal dl 62/2026 e non aver effettuato licenziamenti economici negli ultimi sei mesi nella stessa unità.

Fonte ufficiale

INPS, notizia del 19 ottobre 2026: Crisi industriali: nuove tutele e incentivi per le assunzioni

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